29 mar 2017

CONEGLIANO: CITTÀ AMICA DELLA BICICLETTA?

Intervento di Barubici a Conegliano, 4 marzo 2016. Su gentile invito di A. Barazzuol, segretario della locale sezione PD. Sono intervenuti: R. De Menech Deputato della Repubblica sul Cycle2Work e A.Turchetto Vice Sindaco di Vittorio Veneto, città di tappa del Rad Race Tour de Friends 2017. Giovanna di Barubici ha presentato il punto di vista dei residenti confinanti sui progetti di cicloturismo avviati in provincia di Treviso. Parole chiave: abitanti, campagna, cicloturismo, città, patto.

A Conegliano passano l'Itinerario cicloturistico regionale I4 "Dalle Dolomiti a Venezia" (2012) e la Ciclovia Muenchen Venezia (2015).

- Itinerario cicloturistico I4 "Dalle Dolomiti a Venezia", tappa 3 Vittorio Veneto-Treviso https://barubici.blogspot.it/2015/09/
- Vittorio Veneto, Ciclovia Muenchen Venezia, Rad Race Tour de Friends 2017 https://barubici.blogspot.it/2017/01/
Conegliao: grande STOP con segnavia cicloturistici sotto
Conegliano: una foto dell'escursione in bicicletta fatta seguendo i segnavia, da Vittorio Veneto a Treviso, agosto 2015. 

Sommario 
1. Chi sono? Giovanna, residente confinante la Ciclovia Muenchen Venezia
2. Cosa è successo? Una stradina di campagna diventata improvvisamente itinerario cicloturistico
3. Cosa fanno gli autori? Tracciano sulla carta i percorsi, tabellano in loco e promuovono in Rete
4. Perché Barubici? Sempre dalla parte dei residenti confinanti, poco coinvolti nei progetti di cicloturismo
5. La stradina è privata? No, ma siamo in campagna ed è a cura dei residenti confinanti
6. Quanti ne sono passati? La scorsa stagione in media 30 cicloturisti/giorno, ma i fatti vanno integrati con i dati statistici
7. Le Agenzie viaggi come le Istituzioni? Si, vendono stradine vuote, natura e bellezza quando la nostra campagna è ben altro
8. Si parla solo dialetto in campagna? Si parlano molte lingue, studiate e imparate all’estero
9. Come sostenere e portare a successo la ciclovia? Chiediamo una migliore qualità di vita e una ciclabilità diffusa
10. Sul rapporto cittadino-turista, contributo alla scrittura dell’Agenda Digitale del Veneto
Tempo di lettura: 15' ca


1. Chi sono? Giovanna, residente confinante la Ciclovia Muenchen Venezia


@giovanna Vengo dalla profonda campagna trevigiana fra Treviso e il Montello, la mia famiglia ha una vecchia casa con un certo valore, non perché è una Villa Veneta, ma è una casa di contadini dove il forno del pane ancora esiste. Viviamo lungo la Ciclovia Monaco Venezia, siamo residenti confinanti la Ciclovia. 

Vengo da un colmello che si chiama Baruchella, al centro della campagna fra Treviso e il Montello. Agisco da consulente per tutti quegli abitanti che pensano di aprire una qualche attività lungo gli itinerari cicloturistici, che pensano di cominciare a lavorare bene con i cicloturisti. La mia impresa si chiama Barubici e faccio proposte di nuove attività ai residenti confinanti che vogliono intraprendere.

2. Cosa è successo? Una stradina di campagna diventata improvvisamente itinerario cicloturistico


@giovanna È successo che la nostra stradina di campagna è diventata improvvisamente itinerario cicloturistico, lo è diventata nel 2012 col progetto “Veneto in bicicletta” della Regione. Sotto le finestre di casa passa l’itinerario cicloturistico regionale I4 “Dalle Dolomiti a Venezia” (quando dico “passa l’itinerario” vuol dire che contiamo i cicloturisti che passano, li vediamo e li riconosciamo), passa anche l’Anello del Veneto itinerario I2, passa il BicItalia 4 Piave-Sile della Fiab e nel 2015 sono comparsi i cartelli della Ciclovia Monaco Venezia. I percorsi si sovrappongono.

3. Cosa fanno gli autori? Tracciano sulla carta i percorsi, tabellano in loco e promuovono in Rete 

@giovanna Cosa fanno gli autori dei progetti di cicloturismo, le istituzioni ma anche i privati: aprono una carta, aprono Google, in base a dei criteri di scelta e ai loro consulenti, tracciano sulla carta i percorsi, tabellano in loco e promuovono in Rete. Solo che con Internet la promozione e il passaggio di cicloturisti coincidono. Nel momento in cui si comincia a promuovere la stradina come itinerario, i cicloturisti già passano.

4. Perché Barubici? Sempre dalla parte dei residenti confinanti, poco coinvolti nei progetti di cicloturismo

@giovanna Perché nel settembre del 2013 noi di famiglia ci siamo accorti di cartelli turistici, non sapevamo di cosa si trattasse, abbiamo fatto una prima ricerca, poi abbiamo chiesto ai nostri Amministratori, agli altri abitanti vicini di casa, ai ciclisti del nostro paese, nessuno sapeva niente.


Ora a 3 anni di distanza da quella esperienza, il mio lavoro di attivatrice degli itinerari cicloturistici consiste proprio nel riallacciare il rapporto degli abitanti residenti confinanti gli itinerari con il progetto di cicloturismo che li riguarda, attraverso iniziative e proposte di attivazione.

5. La stradina è privata? No, ma siamo in campagna ed è a cura dei residenti confinanti


@giovanna No, è una stradina pubblica, però voi sapete che in campagna la manutenzione delle stradine è limitata, la nostra stradina per esempio era disastrata, senza manutenzione da 20 anni, sono passati solo lo scorso novembre a riasfaltarla. E se poteva apparire in ordine è perché ciascuno degli abitanti ha cura del fosso, del taglio dell’erba, delle siepi, della raccolta della spazzatura minuta, ha in mano la sicurezza della stradina, velocità limitata, specchi parabolici, controllo di vicinato e così via. Quindi la stradina è pubblica ma a cura dei residenti confinanti.

Certo i cicloturisti passano a favore di tutta la comunità, della città come del colmello di campagna, ma avere il civico sotto il cartello della Ciclovia ha un valore aggiunto. Avere il cancello, il giardino o il cortile e la cucina lungo la Ciclovia ha un valore.


6. Quanti ne sono passati? I fatti si integrano con i dati statistici della Regione

@giovanna Gli abitanti hanno cominciato a fotografare i cicloturisti che passano e a condividere le foto. Con le foto in mano si possono profilare i cicloturisti, in base alla bicicletta, ai vestiti, ai carichi, alla guida sul manubrio. Tutti elementi che di solito ad un abitante di campagna non interessano e non vede, perché vive in zone che non sono mai state turistiche.

Gli abitanti hanno cominciato a contare i cicloturisti che passano, non sono numeri statistici, ma numeri condivisi fra gli abitanti, che sono sentinelle lungo gli itinerari e sanno esattamente quel che succede. I fatti poi vanno ad integrarsi con i dati statistici della Regione. 

La scorsa stagione e la stagione cicloturistica è davvero lunga, sulla Ciclovia Monaco Venezia lì da noi sono passati mediamente 30 cicloturisti al giorno e nel picco della stagione almeno il doppio ma anche di più. Il dato è confermato dall’Oste che ha le vetrine del suo locale lungo la Ciclovia e dalla Sig.ra Maria che è sempre a casa o nell’orto fronte strada.

Facciamo un conto: 30 (cc) x 270 (gg) = 8,1 k cicloturisti, per il primo anno di attivazione della Ciclovia Monaco Venezia e siamo soltanto all’inizio
. Per la Ciclovia le previsioni parlano di numeri molto più alti, 500 k/anno, quindi ca 1800 cc/g. Nel 2010 la pista meno frequentata in Trentino contava 750 cc/g, numero facilmente raggiungibile.

I cicloturisti sono quel tipo di mobilità che non inquina e porta denaro. Sapere quanti cicloturisti passano, quali sono le agenzie coinvolte, significa stabilire anche il flusso di denaro che passa davanti alle nostre case.

7. Le Agenzie viaggi come le Istituzioni? Si, vendono stradine vuote, natura e bellezza 


@giovanna Le Agenzie viaggi come le Istituzioni, quando vendono le nostre stradine di campagna, trasmettono sempre questo messaggio: parlano di stradine tutto sommato poco frequentate, con un traffico limitato, nessuno però parla della qualità di questo traffico perché anche in campagna ci sono le ore di punta, le stradine sono diventate scorciatoie con i navigatori e i mezzi agricoli sono enormi.

Agenzie e Istituzioni vendono natura e bellezza quando in realtà la campagna è tutt’altro, anche in mezzo ai campi le stradine sono attrezzate, non con le piste ciclabili, ma con strutture esistenti utili al cicloturista che passa: fermate con pensilina, aree verdi con ombra e panchine, residence esclusivi. Ebbene se riuscissimo a mettere in rete tutti questi punti pensati per gli abitanti, ma ora utili anche ai cicloturisti, avremmo già una ciclovia attrezzata.

8. Si parla solo dialetto in campagna? In realtà si parlano molte lingue, studiate o imparate all’estero


@giovanna Soprattutto partendo dalle competenze che ci sono in casa. Abbiamo fatto un sondaggio e in mezzo ai campi ci sono 2-3 laureati in ogni famiglia, ci sono perché negli anni buoni il primo investimento che le famiglie hanno fatto è stato far studiare i figli. In casa mia per esempio si parlano 3 lingue, abbiamo messo un’etichetta sulla cassetta della posta dove diciamo che si parlano 3 lingue, avete bisogno di qualcosa, vicini e cicloturisti suonate e chiedete. Sono iniziative che partono dagli abitanti, nessuna istituzione è venuta da noi a dirci “adesso attivatevi”. 

9. Come sostenere e portare a successo la ciclovia? Chiediamo una migliore qualità di vita e ciclabilità diffusa

@giovanna Il progetto Cycle2Work in UK è partito nel 1999, abbiamo 20 anni di ritardo anche per quanto riguarda il cicloturismo, questo vuol dire essere condannati ad una sicura marginalità, a meno che non riusciamo a tirar fuori idee nuove e originali, quello che il mondo si aspetta da noi italiani. In questo caso possiamo solo godere dei vantaggi che il ritardo rappresenta, almeno non ripetere gli errori.

Gli abitanti della Baruchella, in questo caso luogo metaforico, non vogliono giocoforza una pista ciclabile, ma chiedono una stradina ciclabile. Alziamo la qualità di vita degli abitanti di conseguenza 
ci saranno cicloturisti soddisfatti. Non può il cicloturista fare un’esperienza di qualità, quando ci sono problemi di base irrisolti. La scorsa stagione che è stata davvero importante, noi abitanti abbiamo cercato di risolvere i problemi di base, prima per noi dopo di che anche per i cicloturisti, uno fra tutti la spazzatura diffusa e le trappole per topi.

10. Sul rapporto cittadino-turista, contributo alla scrittura dell’Agenda Digitale del Veneto


@giovanna Ho partecipato ai lavori del tavolo sul Rapporto cittadino turista, organizzato dalla Regione Veneto per la scrittura della nostra Agenda Digitale. Ho portato 4 punti alla discussione: la Sig.ra Maria, crederci, non è vuoto, non è abusivismo.

La Sig.ra Maria non è che non sappia niente, lei sa, dobbiamo coinvolgerla, farla partecipe del progetto di sviluppo turistico e cicloturistico di casa sua. Sul fronte della mappa degli stakeholder le Sig.re Maria sono i residenti confinanti puntualmente non considerati e quando lo sono, in genere chi ne organizza il coinvolgimento non riesce a farli uscire di casa, ci si trova in riunione in pochi. 

Crederci, benissimo! le Istituzioni fanno i progetti di cicloturismo, poi vengono da noi e dicono: “Signori adesso abbiamo bisogno non di consenso perché questo ce lo avete già dato, ma abbiamo bisogno che voi ci crediate fortemente, abbiamo bisogno di manodopera”. È assolutamente necessario partire dal basso con progetti condivisi, soprattutto quando si parla di cicloturismo che è un turismo di territorio, che ha bisogno della città e della campagna per realizzarsi. È assolutamente necessario che pubbliche amministrazioni e grandi imprese stabiliscano un patto con gli abitanti, pena la riuscita del progetto. 

Links
Proposte Barubici di nuove attività ai residenti confinanti che vogliono intraprendere https://barubici.blogspot.it/2017/03/
Il progetto "Cicloturismo" della Regione Veneto http://www.veneto.eu/itinerari
Presentazione Barubici usata a Conegliano https://prezi.com/lageak2gtwql/lavora-con/?webgl=0
Uno studio della Regione Veneto a disposizione degli operatori http://www.regione.veneto.it/web/turismo/cicloturismo-segnaletica
Il progetto Pumpipumpe - a sharing community http://www.pumpipumpe.ch
Rapporto cittadino-turista, contributo Barubici alla scrittura dell'AD del Veneto https://barubici.blogspot.it/2017/03/